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Sono
circa le 23.00 del 29 settembre 1999, mercoledì, festa
dei SS. Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, e nel
bar dell’Oratorio P.G. Frassati si brinda ad una nuova
nascita: quella del Gruppo scout “Bassano 4”. Padrino e
madrina sono Ugo Rigo e Valeria Costa, responsabili
scout della Zona “Vicenza-Tre Valli” che hanno appena
terminato di valutare, assieme alla Capo Gruppo e al
Capo Clan del Gruppo S. Giuseppe, rispettivamente
Beatrice Mantovani ed Egidio Zilio, se il pugno di Capi
scout e aspiranti tali, della Parrocchia di S. Croce di
Bassano, abbia le carte in regola per partire finalmente
come Gruppo autonomo e non più come distaccamento del
Gruppo madre che è, appunto, il S. Giuseppe.
La
storia dello scoutismo a S. Croce non inizia infatti
quella fatidica sera. Già dal 1993 operava in Parrocchia
un Reparto misto che però faceva capo, come già detto,
al Gruppo di S. Giuseppe e alla sua Comunità Capi e ciò
perché al tempo non esistevano ancora forze sufficienti
per formare una Comunità Capi autonoma. Ma la lista degli antefatti non è ancora finita: nel settembre-ottobre del 1965 parte un Branco maschile formato da una quindicina di Lupetti. L’iniziativa è di Alvise Marchiori, papà di Anna Chiara e Maria Francesca, entrambe scout. Ed è un’iniziativa coraggiosa perché il neo Vecchio Lupo, anche se può contare sull’appoggio del Gruppo Bassano 3 della Parrocchia della SS. Trinità, parte del tutto inesperto e si forma leggendo libri e imparando per conto proprio canzoni scout da dischi e cassette. La tana è in un locale della vecchia canonica, demolita qualche anno dopo: per creare il “clima-giungla” le pareti sono rivestite di “grisole” e l’illuminazione è affidata ad un originale modello di appliques: le lampadine sono infilate in bottiglie di vino a cui è stato fatto saltare il fondo e che così riescono a somigliare a dei canfini a petrolio. Purtroppo l’esperimento durò solo fino al 15 ottobre dell’anno dopo: quando ormai la cosa aveva preso consistenza, ed era giunto il momento di darle una veste ufficiale iscrivendo il Branco all’ASCI, l’allora parroco, don Didimo Mantiero, che aveva dato vita, appena qualche anno prima, con tutte le sue energie, al “Comune dei Giovani”, iniziativa del tutto da autodidatta nuova e originale e, per una parrocchia di periferia del tutto priva, allora, di qualsiasi fermento culturale, come quella di S.Croce, addirittura rivoluzionaria, oppose un deciso rifiuto. Molto probabilmente don Didimo vedeva in questa, come in altre iniziative esterne al suo “Comune dei giovani” una pericolosa dispersione di energie: i tempi non erano ancora maturi. Di quel “primo vagito” scout resta però un simpatico ricordo: una bandiera col giglio di B.P. di colore giallo su campo verde “commissionata” da Alvise Marchiori alle Suore dell’asilo.
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