Gruppo Scout Bassano 4

le nostre origini..

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

Sono circa le 23.00 del 29 settembre 1999, mercoledì, festa dei SS. Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, e nel bar dell’Oratorio P.G. Frassati  si brinda ad una nuova nascita: quella del Gruppo scout “Bassano 4”. Padrino e madrina sono Ugo Rigo e Valeria Costa, responsabili scout della Zona “Vicenza-Tre Valli” che hanno appena terminato di valutare, assieme alla Capo Gruppo e al Capo Clan del Gruppo S. Giuseppe, rispettivamente Beatrice Mantovani ed Egidio Zilio, se il pugno di Capi scout e aspiranti tali, della Parrocchia di S. Croce di Bassano, abbia le carte in regola per partire finalmente come Gruppo autonomo e non più come distaccamento del Gruppo madre che è, appunto, il S. Giuseppe.

La storia dello scoutismo a S. Croce non inizia infatti quella fatidica sera. Già dal 1993 operava in Parrocchia un Reparto misto che però faceva capo, come già detto, al Gruppo di S. Giuseppe e alla sua Comunità Capi e ciò perché al tempo non esistevano ancora forze sufficienti per formare una Comunità Capi autonoma.
Tra le figure storiche di quel periodo, alcune sono quest’anno alla guida della CO.CA. Comunità Capi del Bassano 4 assieme a Francesco Bassan e all’Assistente Ecclesiastico don Pietro Marchetto: essi sono  Luigi Cervato (Capo scout brevettato) e Cinzia Brunello. Ma non bisogna certo dimenticare Daniele Zilio e Marta Bizzotto che sono stati i primi Capi, lo scorso anno, del nostro Gruppo, e poi Alessandra Impiumi, Valentina Jonoch  e Alberto Valente che prestarono servizio nel suddetto Reparto affiliato al Gruppo S. Giuseppe. Una figura fondamentale per lo scoutismo di S. Croce è poi stato Mario Bisinella, a suo tempo, Capo Gruppo del S. Giuseppe: è infatti grazie a lui, alla sua calda accoglienza nella Coca del Gruppo S.  Giuseppe e al suo forte incoraggiamento,  che il desiderio di uno sparuto gruppetto di ragazzi si è potuto trasformare in realtà. Ma lasciamo alle parole di uno di quei ragazzi, cioè Daniele Zilio, la descrizione dell’incontro che diede inizio alla grande avventura: ”15 agosto ’91, monte Elmo quota 2500, cippo del confine italo-austriaco, nebbia fitta: due ragazzi, sogno e avventura, trovano un riparo dall’aria pungente…E, all’improvviso ecco, come d’incanto, comparire due angeli per mano: Mario e Amabile. Accoglienza, aria di festa come  a casa: un melone, frutto dei miei sudori di ortolano a tempo perso, e un po’ di prosciutto sono il pane della nostra amicizia. Mario, fratello scout, ci hai presi per mano perché “eravamo già scout” ci dicesti. E quel giorno, in quell’incontro, era già nato il Bassano 4! E oggi, anche se Dio ti ha voluto al suo fianco, lo ringrazio ancora del miracolo di averti messo sulla nostra strada, di quel nostro primo incontro che ci fa ancora camminare  sullo stesso sentiero, portando insieme la fatica di uno zaino pieno di pane da spezzare …” Mario infatti ci ha lasciato prematuramente, ai primi di marzo del 1999, all’età di 56 anni, stroncato fulmineamente da un tumore al cervello, ma il suo ricordo è a tutt’oggi vivo in tutti coloro che lo hanno conosciuto e sono stati contagiati dal suo entusiasmo e dalla sua passione.

Ma la lista degli antefatti non è ancora finita: nel settembre-ottobre del 1965 parte un Branco maschile formato da una quindicina di Lupetti. L’iniziativa è di Alvise Marchiori, papà di Anna Chiara e Maria Francesca, entrambe scout. Ed è un’iniziativa coraggiosa perché il neo Vecchio Lupo, anche se può contare sull’appoggio del Gruppo Bassano 3 della Parrocchia della SS. Trinità, parte del tutto inesperto e si forma leggendo libri e imparando per conto proprio canzoni scout da dischi e cassette. La tana è in un locale della vecchia canonica, demolita qualche anno dopo: per creare il “clima-giungla” le pareti sono rivestite di “grisole” e l’illuminazione è affidata ad un originale modello di appliques: le lampadine sono infilate in bottiglie di vino a cui è stato fatto saltare il fondo e che così riescono a somigliare a dei canfini a petrolio. Purtroppo l’esperimento durò solo fino al 15 ottobre dell’anno dopo: quando ormai la cosa aveva preso consistenza, ed era giunto il momento di darle una veste ufficiale iscrivendo il Branco all’ASCI, l’allora parroco, don Didimo Mantiero, che aveva dato vita, appena qualche anno prima, con tutte le sue energie, al “Comune dei Giovani”, iniziativa del tutto da autodidatta nuova e originale e, per una parrocchia di periferia del tutto priva, allora, di qualsiasi fermento culturale, come quella di S.Croce, addirittura rivoluzionaria, oppose un deciso rifiuto. Molto probabilmente don Didimo vedeva in questa, come in altre iniziative esterne al suo “Comune dei giovani” una pericolosa dispersione di energie: i tempi non erano ancora maturi. Di quel “primo vagito” scout resta però un simpatico ricordo: una bandiera col giglio di B.P. di colore giallo su campo verde “commissionata” da Alvise Marchiori alle Suore dell’asilo.


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